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Come sarà l'auto del futuro?

Come sarà l'auto del futuro?

Auto e mobilità del futuro: opinioni e attese di cittadini e imprese Bergamasche

In occasione dei 60 anni di attività, il Gruppo Bonaldi ha scelto di offrire al territorio un approfondimento su uno dei temi più attuali e urgenti del momento: l’utilizzo dell’automobile e le attese di mobilità di cittadini e imprese. 

Il sondaggio, realizzato per il Gruppo Bonaldi da INTWIG Srl, in collaborazione con l’Ufficio Studi di Confindustria Bergamo, fotografa un territorio, la Provincia di Bergamo, che esprime:

  • Forti esigenze di mobilità privata: 2 bergamaschi su 3 si muovono prevalentemente in automobile (66%) e più di 1 su 3 utilizza l’automobile tutti i giorni (37%) per lavoro (27%) o per esigenze famigliari (9%).
  • Grande attenzione alla sostenibilità ambientale (41%), ma senza perdere di vista i costi, che restano il driver per l’acquisto dell’automobile.
  • Consapevolezza dell’utilità del divieto di accesso ai mezzi più inquinanti nei centri storici seppur considerata una misura non immediatamente praticabile dal 32% dei cittadini e dal 55% delle imprese.
  • Piena coscienza delle trasformazioni in atto nel settore automotive: per il 79% dei cittadini e delle imprese intervistate l’automobile del futuro sarà green, elettrica o ibrida.
  • La trasformazione dell’automobile da bene a servizio di cui fruire attraverso un canone “all inclusive” è il pensiero del 50% dei cittadini intervistati e del 77% delle imprese. 

La ricerca è stata condotta attraverso un sondaggio tra bergamaschi di città e provincia (un campione rappresentativo di 1.000 casi a cui sono state somministrate interviste telefoniche e on line con metodologia CATI e CAWI) e una survey online condotta dall’Ufficio Studi di Confindustria Bergamo, tra le imprese associate (1.182) con flotta aziendale (62 quelle che hanno risposto all’indagine). 

L’obiettivo di ricerca è stato quello di scattare un’istantanea della Provincia di Bergamo per comprendere quali fossero le opinioni, le esigenze e le attese di cittadini e imprese, in uno scenario in profonda e radicale trasformazione come il mercato automobilistico. 

Bergamo, una delle province più industrializzate in Europa, si conferma un territorio molto dinamico e con una forte esigenza di mobilità privata: 2 bergamaschi su 3 si muovono prevalentemente in automobile (66%)  e più di 1 su 3 utilizza l’automobile tutti i giorni (37%) per lavoro (27%) o per esigenze famigliari (9%).

Un territorio certamente all’avanguardia, molto attento alla sostenibilità ambientale (41%) e pienamente consapevole delle trasformazioni in atto nel campo della mobilità e nel settore automotive (89% dei cittadini e 93% delle imprese). 


Progressisti anche nelle scelte di pianificazione della mobilità: il 32% dei cittadini e il 55% delle imprese si dichiarano d’accordo con il divieto di accesso per i mezzi più inquinanti nei centri storici seppur la scelta sia ritenuta non immediatamente praticabile. 

La sostenibilità è un tema considerato importate sia dai cittadini (69%) che dalle imprese (63%), tutti disponibili (oltre il 60% in entrambi i target) a spendere un prezzo maggiore per dotarsi di un mezzo più ecologico.Anche se, andando più in profondità, emerge che nell’effettiva scelta di acquisto pesano ancora molto i costi, i consumi e l’affidabilità. 

Per i cittadini, il driver della scelta dell’auto è il suo costo (34% degli intervistati), seguono i consumi (25%) e l’affidabilità (12%). 

Per le imprese, i fattori più importanti che guidano l’acquisto sono: il costo (48%), seguito dall’affidabilità (28%); mentre il livello di inquinamento si attesta al 4%, solo dopo i consumi considerati di pari importanza rispetto al design e alle prestazioni (6%). Come sarà l’auto del futuro e il suo mercato? Cittadini e imprese concordano nell’affermare che tra 10 anni le automobili saranno elettriche o ibride: ne è convinto il 79% degli intervistati.  

Altra grande trasformazione riguarda il mercato dell’automobile che, nelle attese, passerà da bene da possedere a servizio da fruire. Se un cittadino su 2 (50%) si aspetta di poter sottoscrivere un canone “all inclusive” per l’utilizzo dell’auto come già oggi accade per altri mercati come la telefonia e la TV on demand, questa attesa è ancora più forte per le imprese: lo dichiarano il 77%, 3 imprese su 4. 

Più prudenza sulla diffusione delle auto a guida autonoma e dei servizi di auto condivisa (car sharing), che comunque convincono rispettivamente il 38% e il 35% dei cittadini e il 44% e il 25% delle imprese. 

Gianmaria Berziga, Direttore Generale Gruppo Bonaldi: “Abbiamo scelto di celebrare il sessantesimo compleanno del Gruppo Bonaldi guardano al futuro. Al futuro del nostro mercato, quello dell’automotive, in profonda e radicale trasformazione. Trasformazione di cui, come abbiamo visto oggi, hanno perfettamente coscienza sia i cittadini che le imprese. Forti, anzi fortissimi, di una storia di grande successo e potendo contare su radici solide e profonde, la nostra sfida, oggi, all’interno del più grande dealer italiano, Eurocar Italia, è traguardare il futuro, mantenendo la leadership di mercato nei territori in cui operiamo. Insieme a tutti i nostri collaboratori – che ringrazio perché sono loro che hanno fatto e continuano a fare la differenza –, il Gruppo Bonaldi è pronto ad affrontare, con la forza di Porsche Holding – Volkswagen Group alle spalle, le sfide della mobilità di domani”. 

Paolo Piantoni, Direttore Generale Confindustria Bergamo: “Il tema della mobilità è cruciale per un territorio ad alto sviluppo e densamente urbanizzato come il nostro e si interseca strettamente con quello della sostenibilità. Di qui la nostra collaborazione con l’indagine che ci aiuta a focalizzare meglio comportamenti e attese di imprese e cittadini. Dalla ricerca emergono vari spunti interessanti: in particolare sia le imprese che i cittadini hanno grandi attese per i nuovi scenari tecnologici che si stanno profilando da cui dovrebbero derivare anche grandi novità in termini di prodotti che però oggi ancora non ci sono. Le imprese inoltre stanno compiendo il passaggio dal concetto di auto come bene di proprietà al concetto di auto come paniere di servizi legato alla mobilità: in questo ambito il mercato appare più dinamico e comincia già a rispondere con efficacia. Cittadini e imprese sembrano invece meno preparati sul car sharing: forse non lo conoscono e quello che è emerso fino ad oggi non li ha attirati ad approfondire questa nuova modalità”.


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